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GRAZIE BABBO NATALE

Quando credi a Babbo Natale..

Subject: AU
Warnings: nessuno
Rating: per tutti
Genere: Romance
Lunghezza: Ficlet (
Pairing: Spuffy
Data: Dicembre 2007


“Caro Babbo Natale,
quest’anno sono stata brava, lo sai..e quindi vorrei………….”

Accartoccio la lettera con rabbia e la getto nel cestino.
Che stupida. Scrivere a Babbo Natale alla mia età. E per chiedergli cosa poi? Di riportarmi…lui?
Stupida, stupida, stupida. Getto la penna sulla scrivania e guardo fuori dalla finestra.
La pioggia continua a cadere incessante. Sospiro. Almeno nevicasse.
Che natale è senza la neve?
Un natale triste e grigio come la giornata di oggi.
Mi alzo dalla sedia e mi getto sul divano. E poi mi rialzo. E poi mi siedo di nuovo. Accendo la Tv e scorro tra i canali in cerca di qualcosa di carino da vedere.
Reality show, sit com che ho già visto, spettacoli natalizi. Spengo la Tv sbuffando. Nascondo il viso sotto il cuscino.
Almeno potessi dormire. E invece mi riesce difficile anche quello, da un po’ di tempo, da quando lui mi ha lasciato, per la precisione.
Maledizione. E maledetto lui. Maledetti tutti gli uomini. Compreso Babbo Natale.
Sto ancora litigando con il mio cervello per impedirgli di pensare quando il mio cellulare squilla da un angolo remoto della casa.
Mi alzo e mi metto a vagare alla sua ricerca. Dimentico sempre dove lo lascio. Maledetta la mia distrazione. E il mio disordine.
Finalmente lo trovo. Chissà cosa ci faceva nel mio beauty case. E rispondo.
È Willow. La mia migliore amica. Lei, Tara e Cordy hanno programmato un pomeriggio di shopping al centro commerciale.
“Dai Buffy vieni anche tu. Non puoi startene chiusa in casa la vigilia di Natale!!”
Sospiro. Cara Willow. È la  mia migliore amica da…sempre. La conosco da quando andavamo all’asilo. E siamo state sempre insieme. Al liceo poi si sono unite Tara e Cordy.
Insieme formiamo un quartetto molto unito. Anche se siamo molto diverse tra  noi. E ci vediamo ancora adesso, anche se il liceo è finito da un pezzo e ognuna ha preso una strada diversa.
Lo shopping al centro commerciale è un rito imperdibile, per noi. Per loro. Lo era anche per me, prima che lui mi lasciasse.
Sospiro di nuovo. Devo smettere di pensare a lui. Lui è andato. E non tornerà. Ha scelto Londra e la carriera a me.
Chissà che sta facendo ora? Smettila Buffy. Non pensare a lui. Per almeno cinque minuti. Non pensare a lui.
“Allora Buff…vieni?”
Di nuovo, un sospiro. Sono tentata di rifiutare. Non ho voglia di uscire e immergermi nella folla festante e allegra. Vorrei solo rinchiudermi in casa e sparire.
Almeno quando lavoro non penso. Invece da tre giorni e per tutto il periodo natalizio, fino a capodanno, l’agenzia dove lavoro chiude e io sono in ferie. gli ultimi giorni li ho passati ciondolando per casa.
Ma oggi no. È la vigilia di Natale.
“Sì Will.” Dico d’impulso. “Dammi mezz’ora e arrivo.”
E chiudo la comunicazione. Corro in camera e apro l’armadio. Devo trovare qualcosa di carino da indossare. Dopo averlo praticamente svuotato opto per una gonna che mi arriva al ginocchio e un maglione bianco.
Mi guardo allo specchio. Sono pallida da far paura. Gli occhi cerchiati, il viso spento. Dovrei rinnovare anche il taglio di capelli. Ma lui li amava così, lunghi e biondi.
Scuoto la testa, sono tentata di tagliarli corti e tingerli di nero.
Mi trucco e finalmente sono pronta. Prendo la borsa ed esco.
Almeno per qualche ora, finchè sono con le mie amiche, riuscirò a non pensare a lui.

Il centro commerciale è affollato. Fatico persino a trovare un parcheggio. Le mie amiche mi stanno aspettando di fronte all’ingresso.
Willow si sbraccia per farsi vedere e poi mi corre incontro. E mi abbraccia.
“Sono contenta che tu sia venuta…” mi sussurra, senza che le altre mi sentano. Solo lei conosce tutta la storia.
Solo lei sa che soffro ancora adesso, dopo che sono trascorsi ormai sei mesi. E solo con lei mi posso confidare. Perché so che mi capisce.
Anche Tara e Cordelia mi vogliono bene, certo. Ma non capirebbero il mio dolore. E poi, Cordelia è felicemente fidanzata con Liam, il migliore amico di…
Oddio non riesco nemmeno a pronunciare il suo nome.  Ma so che si frequentano ancora. Una volta mi hanno detto che si era fidanzato con un'altra. E allora io ho finto.
Ho finto che non me ne importava più nulla che non lo amavo più.
Tara invece è sua sorella. L’ho conosciuto proprio a casa sua. Maledetti ricordi.
Forse non dovevo  uscire con loro, alla fine.
Chissà se lui rientrerà, almeno per Natale. Sua sorella è l’unica cosa che gli rimane, a parte il lavoro.
I suoi genitori sono morti quando lui aveva diciotto anni, e Tara quindici. Aveva appena iniziato il liceo.
Ancora ricordi. Stupida Buffy. Smetti di pensare.
Sorrido alle mie amiche, districandomi gentilmente dall’abbraccio di Will, e ci immergiamo nella folla.
Giriamo per i negozi per un paio d’ore. Cordelia è eccitatissima. Lei è la regina dello shopping. È sempre vestita all’ultima moda. E ha degli abiti strepitosi. Strepitosi e costosi.
Ma lei, con il suo fisico da modella e il suo lavoro se li può permettere. Eccome. E con Liam formano una coppia stupenda.
Progettando di sposarsi, l’anno prossimo. E mi ha chiesto di farle da damigella. Non credo che accetterò. Sicuramente lui farà da testimone a Liam. E non so se sarò pronta a rivederlo. Nemmeno se il matrimonio sarà tra sei mesi.
Finalmente prendiamo una pausa. Ci sediamo al tavolino di un bar e ordiniamo un aperitivo.
Le mie amiche non smettono un minuto di parlare.
Io le ascolto distrattamente e mi guardo intorno, sorseggiando il mio succo di frutta.
Sono tutti maledettamente felici. Famigliole con i figli. Coppiette di innamorati. Gruppi di amici.
Nel piazzale di fronte a noi poi hanno allestito, in una specie di palco, uno spettacolino per bambini. C’è Babbo Natale, con la sua enorme pancia e la barba bianca, circondato dai suoi folletti e dietro di lui, la slitta, carica di regali.
Poi un nome attira la mia attenzione. Il suo.
“Allora Tara, William tornerà per Natale non è vero?” è Cordelia che sta parlando.
Willow le lancia un occhiataccia e mi guarda ansiosa. Io ho un tuffo al cuore.  Gli occhi mi si riempiono di lacrime e vedo confusamente Tara annuire.
Mi alzo e nella fretta urto il tavolino. I bicchieri cadono e gli aperitivi si spargono tutt’intorno, mentre le mie amiche mi guardano stranite.
Senza dire una parola afferro la mia borsa e fuggo tra la folla. Non guardo nemmeno dove vado. Cammino a testa bassa tra le persone, cercando l’uscita.
Ho caldo e mi sento soffocare. Mi gira la testa e nemmeno mi rendo conto di dove sto andando. Poi tutto diventa nero intorno a me.

Quando mi risveglio sento qualcosa di morbido sotto di me. Apro piano gli occhi e vedo tre paia di occhi scrutarmi ansiosa.
Mi alzo lentamente e mi accorgo di essere a casa mia. Nel mio divano. Devono avermi accompagnato a casa. Willow mi porge premurosa un bicchiere d’acqua.
Cordelia si è allontanata. Sembra nervosa, e triste. La sento parlottare con Tara, ma non capisco quello che dicono.
“Che è successo?” chiedo a Wiilow.
Lei abbassa lo sguardo.
“Sei svenuta al centro commerciale. Un calo di pressione, ha detto la guardia medica che ti ha visitato. Un po’ di riposo e qualcosa da mangiare ti rimetteranno in sesto.”
La sua voce è incerta, mentre mi spiega l’accaduto. Ho l’impressione che stia omettendo qualcosa.
“Will?”
“Sì?”
“C’è qualcos’altro che devi dirmi?”
Finalmente alza gli occhi su di me.
“Perdonami Buffy.” Dice in un soffio, poi prosegue, prima che il coraggio le venga meno. “Ho raccontato tutto a Cordy e Tara. Non ce la facevo più a reggere questa cosa da sola. Sono rimaste sconvolte. Non avevano la minima idea che tu potessi soffrire così tanto.”
Rimane in silenzio, dopo la sua confessione. Si torce le mani e non ha il coraggio di guardarmi.
“Sei arrabbiata?” chiede, in un sussurro.
Cara Willow. Hai ragione, tesoro mio. Non dovevo condividere solo con te questo peso. La abbraccio di slancio.
“Hai fatto bene, Will. Almeno ora non devo più mentire.” Le alzo il viso e le do un bacio sulla guancia. Poi le sorrido tra le lacrime.
“Buff…” sento Cordelia chiamarmi. Lei e Tara sono lì, in piedi accanto al divano, imbarazzate.
Faccio cenno loro di avvicinarsi e le accolgo nell’abbraccio.
“Vi voglio bene ragazze…” dico e lascio le lacrime scorrere libere sulle mie guance.
Anche se forse Babbo Natale non mi riporterà lui almeno ho l’affetto delle mie amiche.

“Buon Natale!!” esclamano le mie amiche in coro. Siamo tutte a casa di Tara. Alla fine sono riuscite a convincermi a partecipare al pranzo natalizio a casa sua.
C’è voluta tutta la sera precedente e una buona dose di pazienza ma alla fine ce l’hanno fatta. Sapevano che altrimenti avrei passato il Natale da sola.
Mia sorella Dawn è all’estero con i suoi studi e non è riuscita a tornare nemmeno per le feste. Mia madre è morta e mio padre,,. Beh mio padre ci ha lasciate quando avevo quindici anni e da allora non si è più fatto vivo. Nemmeno  per farci gli auguri.
Siamo riuniti nel grande salotto di casa MacLay. Ci sono tutti. Tara, Willow con il suo ragazzo, Oz, Cordelia con Liam…e io. Manca solo lui. Stranamente non è ancora arrivato. Mi aspetto da un momento all’altro di vederlo apparire.
Chissà com’è. Come sta. Chissà se gli hanno detto che ci sarei stata anche io. Chissà se verrà anche la sua fidanzata…Drusilla mi pare che si chiami. È la sua ultima fiamma. L’ho vista una volta, per caso, in Tv. Stavano intervistando lui. E lei era aggrappata al suo braccio. Una tipa strana. Capelli neri e occhi di uno strano blu, quasi viola. Lui non era certo da meno. Aveva i capelli cortissimi e di un colore chiarissimo, ossigenati, quasi bianchi, tirati indietro con il gel. Dov’erano finiti i capelli color miele che adoravo tanto. E poi indossava una lunga giacca di pelle nera. E il giornalista lo chiamava con il suo nome d’arte. Spike.
Ormai non impedisco più alla mia mente di pensare. È semplicemente inutile. E i ricordi mi invadono.
Ricordo il primo bacio che ci siamo scambiati. Era la festa di fine anno. Lui mi aveva invitato ad uscire e ci siamo ufficialmente fidanzati quella sera.
Progettavamo anche di sposarci, una volta terminato il college. Invece le cose sono andate diversamente. Siamo stati insieme due anni, poi mia madre è morta. E i sogni sono bruscamente finiti.
Io ho dovuto abbandonare la scuola e mettermi a lavorare, per permettere almeno a mia sorella di terminare gli studi. Ho fatto prima la cameriera,poi la commessa in un supermercato e infine ho trovato questo posto in agenzia, dove lavoro tutt’ora.
Mia sorella va al college e tutto sommato la mia vita trascorreva serena. Anche senza di lui.
Il nostro rapporto ha iniziato ad incrinarsi sei mesi dopo la morte di mia madre. Io ero intrattabile, probabilmente ancora troppo immatura, avevo un lavoro che odiavo e non facevo che litigare con lui.
Ha cercato di pazientare per un po’, di starmi vicino, di capirmi. Ma io lo allontanavo sempre di più finchè non ha deciso di lasciarmi.
Lo ricordo ancora quel giorno. Io puzzavo di olio fritto ed ero stanca morta. Litigammo furiosamente, gli dissi cose che non voglio nemmeno ricordare e alla fine la bomba.
“Ho deciso di partire per Londra.” Sputò fuori, con rabbia.
Io rimasi impietrita dallo stupore. E iniziai a piangere. Non volevo che se ne andasse. Non volevo che mi lasciasse. Gli chiesi perdono.
Ma lui fu irremovibile. Mi disse che pur di starmi vicino aveva rinunciato ai suoi sogni ma ora non ce la faceva più. E aveva deciso di abbandonarmi. Per inseguire il suo sogno.
Il trillo del campanello interrompe bruscamente il corso dei miei pensieri.
Mi rendo conto di essermi estraniata dalla realtà per…non lo so. I miei amici sono ancora intorno a me e chiacchierano. Tara è andata ad aprire. Il mio cuore perde un battito. Probabilmente è lui.
Sento trambusto provenire dall’ingresso e una specie di risata. Tutti si alzano e corrono a vedere. Mi alzo anche io e controvoglia li seguo.
E vedo…Babbo Natale?!? Sì decisamente. È lui. O meglio. Qualcuno travestito da Babbo Natale. Sorride sornione e ci guarda uno a uno, augurandoci Buon Natale e distribuendo doni.
Mi chiedo chi sia l’artefice di questa messinscena per bambini. Sbuffo spazientita e mi volto per tornare in salotto. Non amo queste stupidaggini.
“Elisabeth!”
Mi blocco con il cuore in gola. Non è possibile. È lui. La sua voce. Inconfondibile. Lui ha sempre adorato chiamarmi con il mio vero nome.
Mi volto di nuovo, lentamente, tremando da capo a piedi.
Ci sono sempre i miei amici, intorno e, ancora all’ingresso, che mi guarda sorridente, Babbo Natale.
Scrollo il capo, sbatto un paio di volte le palpebre. Ho sicuramente sognato. Mi sono immaginata la sua voce. Lui non c’è.
Babbo Natale si avvicina, e mi tende un pacchetto. Incrocio i suoi occhi. E lo riconosco. Era davvero la sua voce, prima. Lui…William…è qui.
“Elisabeth…” ripete, e lentamente si toglie il cappello e la barba finta. Siamo rimasti solo io e lui, all’ingresso.
Quando se ne sono andati gli altri? Perché questo..scherzo?
Scuoto il capo di nuovo e all’improvviso…scappo. Corro di sopra e mi chiudo a chiave nella camera di Tara. Devo ricordarmi di chiederle scusa, dopo.
Mi siedo sul letto e mi prendo la testa tra le mani. Mi metto di nuovo a piangere. Che atteggiamento stupido e infantile per una donna di 25 anni. Maledizione.
Mi ero preparata tutta la notte a quest’incontro. Avevo giurato a me stessa che avrei reagito, freddamente. E invece, eccomi qui a piangere come una stupida.
Qualcuno bussa alla porta. Dev’essere Tara che reclama la sua stanza. O Willow che è venuta a vedere come sto. Quanto tempo sono rimasta qui? Mi alzo asciugandomi gli occhi e vado ad aprire.
E mi trovo davanti lui. Si è cambiato. Non indossa più il costume da Babbo Natale.
Il primo impulso è quello di sbattergli la porta in faccia. Ma rimango imbambolata a guardarlo. È bello come lo ricordavo. I capelli sono un po’ più lunghi di quando l’ho visto in Tv, e più scuri. Indossa un maglione bianco che illumina i suoi occhi e dei jeans. È sempre bellissimo.
“William…” sussurro, e sento le lacrime pungermi di nuovo gli occhi.
Quante volte ho immaginato questo momento. Quante volte ho sognato di ritrovarmelo davanti e…svenire tra le sue braccia.
Sento la sua mano sfiorarmi il braccio.
“Elisabeth…” e la sua voce. Dio, la sua voce.
Mi metto a piangere di nuovo. Così, come una stupida. Di fronte a lui. E lui mi prende tra le braccia. Ed è come se questi quattro anni non fossero mai esistiti.
Mi rifugio tra le sue braccia e piango fino a non avere più lacrime.
“Perché mi hai lasciato?” chiedo singhiozzando. “E perché sei tornato?”
“Amore…” sussurra lui, accarezzandomi piano la schiena. “Amore mi dispiace. Non immagini quanto mi sei mancata. Io credevo che… credevo che mi avessi dimenticato. Tara mi aveva detto che non mi amavi più. E quando mi ha chiamato stamattina non volevo credere alle sue parole.”
Alzo lo sguardo incredula. Così le mie bugie sono arrivate fino a lui. Lo guardo.
“Tu…tu stavi con quella…come si chiama…”
“..Drusilla…” conclude lui per me.
Annuisco.
“E’ solo un flirt che mi hanno affibiato. La verità è che non ti ho mai dimenticato amore. Solo la mia musica mi ha aiutato a sopravvivere senza di te. Avrei voluto chiamarti tante volte. Se solo…avessi saputo.”
Scuoto il capo, di nuovo. Che stupida sono stata. Ho sofferto per tanto tempo per,,,per niente.
Lo guardo negli occhi. Il destino ci ha concesso una seconda possibilità.
“William…” gli accarezzo piano una guancia. “Mi vuoi ancora?”
Lui allarga gli occhi alla mia domanda, e mi pare di scorgere una lacrima. Poi sorride e in un attimo le sue labbra sono sulle mie.
“Ti voglio sempre. “ dice, baciandomi.
Mi stringo a lui. Se questo è un sogno ti prego, non svegliarmi.
“Ti amo…” gli dico, sulle labbra.
“Ti amo anche io…” mi risponde lui e insieme, finiamo distesi sul letto di Tara.
Troppo tempo è passato da quando ho sentito le sue mani su di me. Le sue labbra sulle mie. Ho voglia di lui. E lo vorrei adesso. Subito.
Lo sto ancora baciando quando sento risate e un applauso intorno a noi. Alzo gli occhi e vedo i miei amici sulla soglia, sorridenti. Willow ha persino gli occhi lucidi dalla commozione.
E allora capisco tutto.
“Ti è piaciuto il tuo regalo di Natale, amore?” mi domanda William, sorridendo dolcemente.
E io non posso fare altro che dire…
“Grazie Babbo Natale…”

 

 

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