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CERCANDO UN ISTANTE

Due ragazzi soli e unnuovo anno che inizia.

Subject: AU
Warnings: baci tra uomini
Rating: per tutti
Genere: Romance
Lunghezza: Ficlet (2103 parole)
Pairing: Spangel
Data: 2005
N.B. Dedicato ad Elena

Era la notte di S.Silvestro e Liam Garrison si trovava, malvolentieri, in una chiassosa discoteca di Los Angeles. Vi era stato letteralmente trascinato dagli amici, per festeggiare degnamente il nuovo anno, dicevano loro. Per finire sbronzo e con un forte mal di testa, pensava lui.
Non amava quel genere di feste. Almeno, aveva smesso di amarle quando Darla l’aveva lasciato. Era diventato ombroso e taciturno, da allora, aveva iniziato ad odiare i locali affollati e i divertimenti. Aveva vissuto isolato per mesi, andava a lavorare e la sera si rintanava nel suo appartamento, ignorando le telefonate e gli inviti degli amici.
Ma stavolta non c’era riuscito.
“Non puoi restare a casa la notte di S.Silvestro..” gli avevano detto.
Cosi’ si era lasciato convincere.
E ora si ritrovava li’, seduto su un divanetto da solo, mentre tutti attorno a lui si divertivano. Un paio delle ragazze della compagnia gli aveva chiesto di ballare ma lui aveva cortesemente declinato l’invito, senza chiarire che preferiva il suo bicchiere di whisky a loro.
Era gia’ il terzo che si scolava in pochi minuti, e la testa iniziava a girargli un poco. Sicuramente per la fine della serata sarebbe stato dannatamente ubriaco.
Mentre ordinava il quarto fece scorrere lo sguardo intorno a se’. La sala era male illuminata e piena di fumo. La maggior parte delle persone si dimenava al centro della pista, al ritmo di una musica assordante e priva di significato. Altri amoreggiavano sui divanetti. Nessuno parlava. Difficile farlo, dato il casino che c’era.
Poi la sua attenzione fu attirata da una coppia che sembrava litigare dall’altra parte della sala. Non riusciva a distinguerli bene dalla posizione in cui si trovava. Istintivamente si alzo’ in piedi, poggio’ il bicchiere che teneva in mano e si fece largo tra la folla.
Non sapeva bene perche’ ma quella coppia lo incuriosiva, forse perche’ era gia’ un po’ brillo, o forse perche’ la loro gli ricordava la sua ultima discussione con Darla, prima che lei lo lasciasse.
Sembrava una ragazza cosi’ dolce, esile, con lunghi capelli biondi e grandi occhi azzurri, non l’avrebbe creduta capace di parole cosi’ crudeli.
Si fermo’ accanto ad una colonna, a pochi metri dai due. Ora riusciva a vederli meglio, ma con tutto il baccano che c’era non riusciva a carpire una sola parola.
Li osservo’ con attenzione, stavano discutendo piuttosto animatamente. La ragazza gli dava le spalle, e pareva piuttosto agitata. Il ragazzo al contrario appariva tranquillo, quasi rassegnato all’evidenza. Subiva in silenzio cio’ che lei gli diceva, sperando forse che tutto finisse al piu’ presto. Si ritrovo’ a fissarlo con insistenza, incurante del fatto che lui potesse accorgersene, e non gradire.
Era un bel ragazzo, non molto alto, magro, ma muscoloso, il viso dagli zigomi marcati, capelli chiari, corti, un po’ arricciati sulla nuca. Avrebbe dato chissa’ cosa per vedere i suoi occhi.
All’improvviso il giovane alzo’ lo sguardo e si incrocio’ con il suo. Rimasero a fissarsi per un lungo momento, poi Liam giro’ il capo altrove. Non avrebbe resistito un secondo di piu’. Gli occhi del ragazzo erano qualcosa che non aveva mai visto, di un blu profondo e magnetico, in cui avrebbe voluto perdersi.
Scosse la testa e si diede dello sciocco, evidentemente l’alcool iniziava a dargli alla testa e, unito alle luci psichedelice della discoteca gli facevano vedere cose che non esistevano. Era evidente.
Rialzo’ il viso verso il punto in cui si trovavano i due giovani e vide che erano spariti. Fece una risatina, probabilmente nel whisky che aveva bevuto c’era qualche sostanza stupefacente, tanto da fargli venire le allucinazioni.
Si allontano’ dalla colonna e stava per andarsene quando una voce, che pareva provenire da molto vicino, lo raggiunse e lo fece rabbrividire.
“Eri tu che mi guardavi..”
Si volto’ lentamente, e di nuovo si ritrovo’ a fissare gli occhi color del mare che tanto l’avevano colpito, solo che ora il ragazzo era a pochi centimetri da lui, e gli stava parlando.

Wiliam Shelby non comprendeva bene le ragioni che l’avevano spinto ad avvicinarsi a quel ragazzo che l’aveva fissato con tanta insistenza. Probabilmente era ancora scosso dalla discussione che aveva appena avuto con Kate, la sua fidanzata.
Era da quando erano arrivati in quella discoteca che litigavano, anzi, le loro incomprensioni erano iniziate molto prima, nel momento in cui avevano deciso di andare a convinvere.
Stavano insieme da 4 anni, e Kate voleva sposarsi, mettere su famiglia, avere figli. Ma lui, William, non si sentiva ancora pronto. Non sapeva bene perche’.
Aveva quasi 30 anni, un buon lavoro, una ragazza che l’amava e che non desiderava altro che stare con lui. Ma non era felice, sentiva che gli mancava qualcosa, il pezzo mancante che l’avrebbe reso completo. E quel pezzo non era Kate.
Cosi’ aveva deciso di lasciarla. Avrebbe atteso il termine delle festivita’ e poi l’avrebbe fatto. Nel frattempo aveva cercato di parlarle, spiegarle la situazione, per rendere il distacco futuro meno doloroso, ma lei non aveva capito, o fingeva di non capire. Come quella sera, in cui era tornata alla carica con la storia del matrimonio.
William aveva cercato di tergiversare, ma non c’era stato verso di farla ragionare, e alla fine era scoppiato. Kate non aveva detto una parola, dopo, era andata a vestirsi, e aveva preteso che uscissero a festeggiare. Forse sperava che fosse tutto un incubo o forse si augurava che il rumore assordante della discoteca la stordisse, facendole dimenticare la sofferenza.
Purtroppo non era servito a nulla, e una volta dentro il locale avevano ripreso a litigare, e ora lei se n’era andata.
William non aveva nemmeno provato a fermarla, anzi egoisticamente era anche stato felice di essere rimasto solo. Forse ora sarebbe anche riuscito a divertirsi. E a conoscere quel ragazzo che aveva scoperto a fissarlo con insistenza mentre discuteva con Kate.
Normalmente ne sarebbe stato infastidito, ma quel giovane aveva qualcosa che lo attirava, forse lo sguardo, cupo e a tratti malinconico, eppure cosi’ magnetico, o forse l’aspetto. Era un bel ragazzo, alto, muscoloso, i capelli corti e neri, l’abbigliamento casual, non doveva avere piu’ della sua eta’, ed era solo.
Cosi’ aveva seguito l’istinto, e gli si era avvicinato.
“Eri tu che mi guardavi..”gli aveva sussurrato, in un momento in cui lui era di spalle. L’aveva visto trasalire, tremare quasi, e voltarsi lentamente, fino ad incrociare di nuovo i suoi occhi.

Si fissarono in silenzio per un lungo momento, e per quell’attimo il mondo intorno sembro’ svanire, le luci, i rumori, la gente, tutto. Esistevano solo loro.
Fu William a riprendersi per primo e a prendere di nuovo la parola.
“Come ti chiami??” chiese, sorridendo.
Liam lo guardo’ confuso, il fiato corto, gli occhi ancora fissi nei suoi. Quel ragazzo aveva il potere di incantarlo, e non gli era mai capitato prima, non gli era capitato con Darla, ne’ con nessun’altra donna aveva conosciuto fino ad allora.
“Beh, non me lo vuoi dire??”chiese ancora William, ridendo.
Sentiva una strana sintonia con quel giovane dallo sguardo triste, e desiderava a tutti i costi conoscerlo meglio.
“Liam..”lo senti’ balbettare finalmente, ma la voce era cosi’ bassa che non riusciva a sovrastare il frastuono del locale.
Diede un occhiata all’orologio, mancava un ora a mezzanotte. Aveva sempre odiato le discoteche, e non aveva proprio voglia di festeggiare il nuovo anno li’ dentro. Ci era andato solo perche’ Kate aveva insistito. Per un attimo la mente ritorno’ a lei, si chiese dove fosse, se fosse riuscita a tornare a casa, se fosse sola. Ma fu solo un attimo.
“Vieni, usciamo di qui..”grido’ all’improvviso al ragazzo bruno che aveva di fronte. Non attese risposta e, facendosi strada tra la folla, lo trascino’ fuori dal locale.
Liam si lascio’ guidare passivamente, non penso’ nemmeno per un istante di avvisare gli amici che erano con lui. Era completamente in balia del giovane biondo che aveva appena conosciuto.
Riusci’ a riacquistare un minimo di controllo soltanto fuori, quando l’aria frizzante della notte gli accarezzo’ il viso. Respiro’ a fondo, sentendosi subito meglio e, per la prima volta da molti mesi, finalmente sereno e in pace con se’ stesso.
“Allora mi vuoi dire come ti chiami o devo indovinare?”
Si volto’ a guardare il suo nuovo amico, la luce dorata dei lampioni, unita a quella argentea della luna che risplendeva quella notte, conferiva al suo volto un aspetto quasi angelico.
Si soffermo’ a guardarlo, prima di rispondere. Non aveva mai visto nulla di cosi’ bello.
“Liam..”rispose infine, fissandolo dritto negli occhi..
“William, piacere di conoscerti..” replico’ il biondo, prendendo tra le sue la mano che lui gli porgeva.
“Allora, Liam..”aggiunse poi.. “perche’ mi fissavi??”

Passarono cosi’ la mezz’ora successiva, passeggiando fianco a fianco per la via che costeggiava la spiaggia, e raccontandosi le reciproche esperienze e delusioni. Ogni tanto incrociavano delle persone, coppie o gruppi di amici, che si affrettavano a raggiungere la discoteca, dato che ormai mancava poco al nuovo anno.
Ma i due giovani non parevano farci caso, presi com’erano l’uno dall’altro. Sembrava non esistesse altro all’infuori di loro. Si sedettero su di una panchina, e proseguirono le loro confidenze, incuranti del mondo che, attorno, andava avanti.
“Cosi’ Darla, la tua ragazza, ti ha lasciato quando ha scoperto che a te non piacevano solo le donne, è cosi’??”
Liam emise un lieve sospiro, prima di fare un cenno d’assenso con il capo. Ricordare quelle cose gli faceva ancora male, ma, stranamente, la presenza accanto a lui di quel ragazzo dagli occhi color del mare rendeva il tutto menodoloroso. Era come se la sofferenza patita in quei mesi stesse lentamente svanendo, sostituita da una piacevole serenita’. Si era sempre sentito attratto dalle persone del suo stesso sesso, ma non aveva mai avuto una storia con un uomo.
“Evidentemente non ti meritava..” sussurro’ William, dolcemente, accarezzandogli piano la guancia. Era subito entrato in sintonia da quel giovane dall’aria triste, era rimasto molto colpito dalla sua storia, cosi’ diversa eppure cosi’ simile alla propria. Anche se lo conosceva da poche ora, e in vita sua non era mai stato attratto da un uomo, aveva come la sensazione di aver finalmente trovato cio’ che cercava. Il pezzo mancante che lo completava. Due anime solitarie che si incontrano dopo un lungo peregrinare. Si chiese se anche lui sentisse le stesse cose.
Liam alzo’ appena il viso, trasalendo a quel contatto, la mano gentile del suo amico, posata sulla sua guancia aveva il potere di riscaldargli il cuore. Incrocio’ i suoi occhi, poi scese a fissargli le labbra, cosi’ belle, cosi’ invitanti.
Senza rendersi conto di quello che stava facendo gli si avvicino’, sfiorandole appena con le sue.
William si scosto’ di colpo, impaurito dalle emozioni che quel contatto, seppur lieve, gli aveva procurato. Si allontano’ da lui, ritraendo la mano, e senza avere il coraggio di guardarlo negli occhi.
Lo senti’ balbettare parole di scusa, e poi alzarsi dalla panchina, lasciandolo solo. Mancavano ormai pochi minuti a mezzanotte. Il rombo dei fuochi artificiali che gia’ da un po’ risuonava nell’aria, senza che lui se ne fosse reso conto, si fece piu’ insistente.
Sollevo’ il viso e vide la sagoma di Liam camminare lentamente lungo la via, in direzione della discoteca, la testa bassa, le spalle ricurve. E capi’ che non gli poteva permettere di andare via. Non in quel momento.
Si alzo’ e, con il cuore che gli martellava in petto gli corse dietro. Lo raggiunse con il fiatone, mentre suonava la mezzanotte e l’aria si riempiva di grida e botti. Gli circondo’ la vita con le braccia e lo costrinse a girarsi.
“Buon Anno Liam..” gli sussurro’ piano, con la voce che tremava e gli occhi che brillavano.
E poi lo bacio’. Era la prima volta che baciava un uomo, e non era sicuro di come doveva agire. Ma in quel momento non ci penso’, e si lascio’ guidare dall’istinto.
Fu un bacio dapprima delicato, che si fece via via piu’ intenso e appassionato. William chiuse gli occhi e fece scivolare la lingua lungo le labbra di Liam, invitandolo a schiuderle. I loro corpi si strinsero e i loro respiri si fusero in uno. Le due anime solitarie si erano finalmente ritrovate.
Si staccarono a corto di fiato, e si fissarono per un lungo momento, in silenzio. Attorno a loro i festeggiamenti proseguivano, ma nessuno dei due pareva farci caso. Si sorrisero teneramente, senza staccarsi l’uno dall’altro.
“Buon Anno William..” mormoro’ il bruno, carezzandogli piano la schiena.
Abbasso’ il viso e lo bacio’ di nuovo.
Era finalmente terminato un periodo fatto di solitudine e sofferenza e si apriva per lui un anno nuovo, fatto di gioia e speranza per un futuro migliore.

Fine

 

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