|History|

Gaston Leroux quando nel 1910 pubblicò la sua opera più nota, Il Fantasma dell'Opera, non poteva immaginare che quella fascinazione che aveva colto lui, in visita dietro le quinte e ai sotterranei dell'Opéra di Parigi, sarebbe stata contagiosa negli anni a venire. Leroux rimase così colpito dai labirinti del teatro, che contava perfino la presenza di un laghetto sotterraneo, da immaginare l'esistenza di un essere sfigurato, un geniale musicista che ne abitava quegli oscuri recessi.
  Il cinema si sarebbe appropriato più volte del mito del Fantasma a cominciare dal film del 1925 con Lon Chaney. E quel genio compositore inglese che è Andrew Lloyd Webber, autore di musical di successo quali "Jesus Christ Superstar" e "Cats", ne avrebbe tratto un'opera teatrale musicale, che dal 1986 spopola a Londra e in tutto il mondo. 3 miliardi e 200 milioni di dollari di incassi, 80 milioni di spettatori, oltre 65 mila repliche nei teatri di 18 paesi. Pubblicato nel 1987, l'album tratto dal musical originale, con Michael Crawford nel ruolo del Fantasma e Sarah Brightman in quello di Christine, è stato l'album di canzoni di un musical più venduto di tutti i tempi, con oltre 40 milioni di copie.
  La storia si apre nel 1919, in un bianco e nero sgranato, da film muto, durante l'asta di alcuni cimeli della diroccata Opéra Populaire di Parigi: i fasti e un'oscura tragedia del passato tornano per incanto a rivivere mentre risuonano le note del conosciuto motivo del Fantasma, e la polvere e i detriti lasciano il posto agli ori e allo scarlatto delle poltrone di platea. Siamo nel 1870, quando la presenza di un Fantasma (Gerard Butler), che lascia lettere sigillate con la ceralacca, si fa versare un cospicuo assegno mensile dal direttore del teatro e pretende libero a ogni rappresentazione il palco numero 5, è ignorata dai due nuovi impresari teatrali, Gilles André (Simon Callow) e Richard Firmin (Ciaran Hinds), finanziati dal Visconte di Chagny, Raoul (Patrick Wilson). I due, ex commercianti di rottami, mirano a facili guadagni e si avvalgono della presenza sulla scena del capriccioso soprano Carlotta (Minnie Driver), una primadonna poco dotata e priva di grazia. Un incidente spaventa il soprano e, alla ricerca di una sostituta, una lettera minatoria del Fantasma impone il nome di Christine Daae (Emmy Rossum), amica d'infanzia di Raoul, ora sconosciuta ballerina, cresciuta orfana all'interno dell'Opera, sotto la guida dell'austera e ambigua Madame Giry (Miranda Richardson).
  Il successo della Daae è strepitoso, pari al mistero che circonda il suo insegnante di canto: Christine ode la voce di un angelo protettore, che lei chiama l'"Angelo della musica", una voce che lei segue in duetti di virtuosismo. In realtà scoprirà essere la voce del Fantasma dell'Opera.
  Portare un musical nato per il teatro nelle dimensioni ristrette di un adattamento cinematografico, è sempre rischioso e gli esiti incerti: Webber, qui anche produttore, che si nutre di sfide, ha raccolto il guanto e ha affidato al regista Joel Schumacher la trasposizione del suo capolavoro.
  Webber ha dettato le sue condizioni, per quello che è il suo lavoro preferito: il lancio parallelo del film nelle versioni tradotte in francese, tedesco, spagnolo e italiano.
  Nei nostri cinema, al posto delle voci degli attori Gerard Butler, Emmy Rossum e Patrick Wilson, risuoneranno quelle di Luca Velletri, Renata Fusco e Pietro Pignatelli con traduzione del libretto da parte di Masolino d'Amico.
  Il risultato è spettacolare e da brivido e le due ore e trenta minuti scorrono senza peso, inghiottite dalle note delle più famose arie dello spettacolo teatrale, tra cui Angel of Music, l'intenso duetto tra il Fantasma e la sua giovane protetta, Il Fantasma dell'Opera, All I Ask of You, Masquerade e The Point of No Return. Una fantasmagoria di luci, colori, costumi, effetti speciali per un allestimento lussuoso che travolge con la sua musica e rapisce la fantasia, la trasporta in mondi sotterranei, in cui l'inconscio può esprimere i propri desideri inconfessati.
  Una storia gotica d'amore, arte e ossessione, che si nutre di ombre, di giochi di candele e specchi, sui tetti innevati dell'Opera tra gargouilles che sovrastano una Parigi livida, in un cimitero gelato dall'inverno, tra statue in pietra di angeli piangenti e velati: il mondo esterno sembra non esistere, tutto è nella prospettiva della finzione teatrale, nel connubio arte e vita che spesso distrugge.
  Su tutto si erge la figura del Fantasma, che vive in un sogno a occhi aperti, voce che ha insegnato a Christine l'arte del canto, fingendosi angelo, quasi un'emanazione del padre morto, fino a rivelarsi a lei, in una notte memorabile, come essere umano in carne e ossa. Il Fantasma è Pigmalione che plasma la sua creatura, le dona la musica e l'arte, e pretende da lei l'amore. É anche un inquietante reietto, un Gobbo di Notre Dame, la Bestia della favola: un animo nobile imprigionato in un volto deturpato a metà, protetto da una maschera di cuoio bianco. Un essere che non trova pace e vive là dove la luce del giorno filtra a malapena, in un sogno continuo di cui Christine fa parte, indipendentemente dalla sua volontà.
  Raoul è la luce del sole, è la ragione che sfida le fantasie, l'amore romantico e fanciullesco di Christine, la vita reale oltre le assi del palcoscenico: in Raoul non vi sono dubbi né lati oscuri, ama Christine e la vuole sposare, affronta per lei ogni pericolo.
  Christine, come il Fantasma, è un'anima tormentata e sola, affascinata dalle ombre del Fantasma con cui ha un legame speciale, quasi ipnotico, un misto di attrazione fisica, di compassione e affinità, cementato dalla musica. Raoul ne è conscio fino alle lacrime, conscio più della stessa Christine, quando vede la coppia duettare sul palcoscenico, in una delle scene più sensuali del film. La scelta finale di Christine è dolorosa, la lacera internamente perché mette a tacere e rinnega in se stessa la passione, a favore dell'amore adolescenziale per Raoul. Sceglie la luce, tradisce l'arte e il suo inconscio.
  Nessuno si lasci ingannare dai due baci dati da Christine al Fantasma per salvare Raoul. Erano veri baci ed era vero amore. Neppure il Fantasma l'aveva compreso.

[Recensione di Donata Ferrario©]

|back|


†No one would listen†

angel on line